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Mettersi in proprio: le migliori soluzioni per wedding planner

Durante i nostri corsi tocchiamo spesso questo argomento (e abbiamo scoperto che siamo gli unici a farlo o quasi!): mettersi in proprio una volta terminato il percorso di studi come wedding planner.
Ammesso e non concesso che il percorso di studi non termina mai, diciamo che prima o poi ci si lancia nel mondo del lavoro. E il più delle volte mettersi in proprio è la soluzione ideale, perché raramente troverete agenzie disposte ad assumervi – quindi a farvi firmare un contratto – come wedding & event planner.
Non è difficile comprendere il perché: assumere costa. E questo è un mestiere difficile, salvo per chi ha già cavalcato l’onda come Cira Lombardo o il suo collega più famoso Enzo Miccio.
Mettersi in proprio, quindi, risulta la soluzione più ovvia e anche più rapida.
Ma è la più conveniente?

ufficio per wedding planner
Mettersi in proprio e gestire i propri spazi: un grande vantaggio!

Mettersi in proprio: in che modo?

Ci sono varie forme giuridiche adatte a questo lavoro, ma bisogna conoscerle a fondo prima di poter decidere.
Si tratta di un grande passo, per il quale dovrete investire tempo e denaro, quindi non può essere fatto a cuor leggero.
Mettersi in proprio significa aprire partita iva, avere una polizza assicurativa, avere un commercialista che ci segue e, per chi può, avere un ufficio dove accogliere i clienti.
Come potete vedere non si tratta di passaggi semplici e scontati. Mettersi in proprio come wedding planner ha i suoi costi e conviene sempre scegliere la strada meno dispendiosa, se il budget iniziale è basso.

Libero professionista, ditta individuale o altro?

Il/la wedding planner spesso sceglie la libera professione, in regime forfettario e gestione separata. In poche parole apre la partita iva in un regime agevolato che lo aiuta a contenere le spese e permette di non aver oneri fiscali alle stelle.
Ma per molti anche la ditta individuale è una buona soluzione, soprattutto se hanno la possibilità di aprire un piccolo ufficio, anche in coworking (non sottovalutate mai il potere del lavoro condiviso!).
In questo caso si potrà rientrare nel regime forfettario, ma sarà bene farsi seguire da un bravo commercialista per delineare la propria posizione INPS.
Resta poi un altro modo per mettersi in proprio come wedding planner: quello di costituire una società. Se optate per questa soluzione, magari con un’amica o un parente, ricordate che potrete sempre scegliere una SRLS, dove il capitale sociale potrebbe essere persino solo di un euro!

coworking per wedding planner
Il potere del coworking!

Tante possibilità, una sola raccomandazione

Mettersi in proprio è bellissimo, si lavora secondo i propri ritmi e secondo le proprie regole. Ma è una decisione che va presa solo dopo aver studiato in che modo farlo e solo dopo aver realizzato un buon business plan, che vi servirà da guida: quanto investire, quando e come e quindi che tipo di forma giuridica scegliere, per evitare di andare troppo oltre e finire letteralmente a zampe all’aria.
Nel nostro corso Start & Go di Novembre parleremo anche di questo.
Perché è essenziale che si compino scelte con consapevolezza. Ai fiocchi alle sedie penseremo un’altra volta.

E se ritieni che questo articolo possa essere utile a qualche tuo conoscente, perché non lo condividi? Potresti aiutare qualcuno che sta cercando proprio queste risposte!

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